“I SEMPLICI”: erbe e fiori spontanei

L’utilizzo delle erbe spontanee per conservarsi in buona salute e per risolvere ogni sorta di disturbo è una pratica antica che appartiene al bagaglio umano fin dall’inizio dei tempi.  I nostri antenati da sempre ricorrevano alla natura quale fonte di cibo e di strumenti per il proprio lavoro, ma anche di rimedi per conservare la salute e curare le malattie e lo facevano spinti da un istinto naturale che si è andato però affievolendosi ed ora, passeggiando nei prati , non sentiamo più il “richiamo” istintuale delle erbe.

Un tempo gli erboristi chiamavano le loro piante “ i semplici “ e li consideravano archetipi, materializzazione di messaggi, di energie semplici che permettevano alle piante di interagire con l’uomo e di curarlo.

Ed era questo aspetto che l’essere umano riusciva a intuire, la capacità di ogni singola pianta di riequilibrare, con la sua funzione individuale, un’alterazione del corpo e della psiche per riportarne l’ordine.

La pianta non è solo un aggregato di principi attivi, ma un essere vivente, investito di un’energia, di una vibrazione individuale nella quale, in un qualche modo, ci rispecchiamo.

Anche oggi, se passeggiando in mezzo a un campo o attraversando un bosco, ponessimo attenzione agli esseri che ci circondano, noteremo la diversità di forme, di colori, di odori, di sapori e persino toccando noteremo diversità interessanti che ci parlano di loro, dei ” semplici”,  perchè  ogni cosa ha un significato e nulla è mai a caso.

Penso ai primi fiori di fine inverno come l’Elleboro o il Bucaneve, così candidi nei loro colori eppure così tossici nello sforzo di sfidare il freddo invernale e protrarsi verso un pallido sole  che non riesce ad annunciare la prossima primavera.

Al comune Tarassaco che già con le prime foglioline permette la depurazione in un momento, quello della primavera, in cui il nostro organismo ha bisogno di eliminare le tossine accumulate durante l’inverno.  E ‘ un fiore giallo, come giallo è da sempre simbolicamente definito il fegato, organo che soprattutto nel periodo primaverile deve essere supportato.

Alle ombrellifere come: l’Aneto, l’Angelica, il Cumino, il Finocchio e tante altre, così ricche d’aria. Erbe estive dal calore moderato, stimolanti  della digestione, del respiro e della circolazione.

Ma per conservare la loro carica energetica fiori ed erbe devono essere raccolti nella loro globalità e nel loro habitat naturale, dove oltre a essere nutrite dall’acqua, dalla terra, dal sole e dal vento entrano in sinergia le une con le altre e in reciproco aiuto e sostegno, creando una carica vibrazionale unica di quel preciso luogo.

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Altea

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