Il primo annunciatore della primavera: La Primula

                   Il nome deriva dal latino primus per indicare la precocità di fioritura che avviene subito dopo la scomparsa della neve, quando nei prati comincia a comparire l’erba e per questo è considerata il simbolo della primavera.

Se ne conoscono ben 200 specie, di cui una quindicina spontanee in Italia

Emblema della giovinezza e della precocità, gli antichi greci ritenevano la primula  utile per chi ha una concezione poco realistica dell’amore e dei rapporti sentimentali che impedisce lo sviluppo di relazioni più solide e intime.

Daltronde è solo avendo radici ben piantate nella terra che possiamo protendere i rami verso il sole che ci inonda di luce, proprio come la primula, che con le sue radici si ancora solidamente a terra e coi suoi fiori si apre e raccoglie la luce del sole, ecco che questo fiore è indicato per tutti coloro che vogliono concretizzare i sogni-desideri in realtà.

Lenitiva a livello cutaneo ( lenisce i rossori della pelle ) e antispasmodica, intereagisce con le emozioni che si manifestano “a fior di pelle ” e negli spasmi. Utilizzata per edemi e ristagni linfatici delle gambe, in impacco veniva utilizzata per dare sollievo a reumatismi e contusioni.

La primula è gialla, colore che più si avvicina alla luce del sole, il primo pallido sole che ci riscalda dopo il freddo inverno. Come negli edemi degli arti inferiori dove l’acqua trabocca dai vasi linfatici e sanguigni, spinta verso il basso dalla forza di gravità e rallenta, appesantendo il moto dei piedi e delle gambe che ci portano nel mondo, è il nostro radicamento a terra che viene compromesso, che ci impedisce di avanzare e di concretizzare sogni e progetti.

Allo stesso modo la primula da calore alle gambe con edemi e ristagni linfatici, proprio per dare movimento a una condizione anche psichica stagnante e fredda.

 

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Altea

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